Allenare salti e nascondigli nel Mondioring significa lavorare su due piani paralleli: quello fisico e quello mentale. Non basta che il cane “sappia cosa fare”, deve essere messo nelle condizioni di farlo in modo corretto, sicuro e sostenibile nel tempo. Un buon percorso di preparazione riduce il rischio di infortuni, migliora la qualità delle prestazioni e rende il lavoro più fluido e sereno, sia per il cane sia per il conduttore.

Alimentazione del cane sportivo

L’alimentazione è uno dei pilastri spesso sottovalutati nella preparazione alle prove. Un cane che affronta salti, esercizi dinamici e lavori di concentrazione prolungata ha esigenze diverse rispetto a un cane da compagnia. Servono energia disponibile, muscoli ben nutriti e una buona capacità di recupero.

La dieta deve essere bilanciata e calibrata sul livello di attività reale del cane, non solo sul “tipo di disciplina”. Proteine di qualità aiutano il mantenimento e lo sviluppo muscolare, mentre una quota adeguata di grassi fornisce energia costante senza picchi improvvisi. È importante anche la gestione dei tempi: allenarsi subito dopo pasti abbondanti è da evitare, mentre una corretta distanza tra alimentazione e lavoro riduce il rischio di problemi digestivi e cali di rendimento.

Ogni cane è un individuo a sé, e l’osservazione resta lo strumento migliore: pelo, tono muscolare, recupero dopo l’allenamento e qualità del movimento sono segnali chiari che aiutano a capire se l’alimentazione è davvero adatta.

Warm-up e cool down: preparare e proteggere il corpo

Così come per gli atleti umani, anche nel cane sportivo il riscaldamento è fondamentale. Entrare “a freddo” in esercizi di salto o in lavori dinamici aumenta sensibilmente il rischio di stiramenti, microtraumi e infortuni articolari.

Il warm-up non deve essere complesso, ma progressivo. Movimenti controllati, camminata attiva, piccoli esercizi di mobilità e attivazione muscolare preparano il corpo allo sforzo e migliorano la qualità del gesto atletico. Un cane ben riscaldato salta meglio, atterra meglio e lavora con maggiore consapevolezza del proprio corpo.

Il cool down, spesso trascurato, è altrettanto importante. Ridurre gradualmente l’intensità, favorire il rilassamento muscolare e riportare il cane a uno stato di calma aiuta il recupero e limita rigidità e affaticamenti. È un momento prezioso anche sul piano mentale, perché chiude l’allenamento in modo positivo e ordinato.

Preparazione atletica e corretta tecnica di salto

Allenare i salti non significa far saltare il cane sempre più in alto. La preparazione atletica deve essere costruita con criterio, partendo dal controllo del movimento e dalla tecnica, non dalla prestazione massima.

Un buon lavoro sui salti include esercizi a bassa altezza, curando stacco, traiettoria e atterraggio. Il cane deve imparare a usare correttamente il corpo, distribuendo lo sforzo in modo armonico. Forzare altezze o ripetizioni eccessive porta spesso a compensazioni scorrette che, nel tempo, possono diventare un problema.

Anche il lavoro sui nascondigli richiede preparazione, seppur diversa. Qui entrano in gioco equilibrio, consapevolezza spaziale e capacità di muoversi in autonomia senza perdere controllo. Allenare il cane a esplorare, cercare e lavorare con calma rinforza la fiducia e migliora la qualità dell’esecuzione in gara.

In entrambi i casi, la gradualità è la chiave. Meglio pochi esercizi fatti bene, con attenzione alla tecnica, piuttosto che sessioni lunghe e ripetitive che affaticano il corpo e la mente.

Allenare salti e nascondigli con criterio significa investire nel futuro sportivo del cane. Un cane preparato correttamente è un cane più sicuro, più efficiente e, soprattutto, più sereno nel lavoro. Ed è proprio da qui che nasce una vera performance: dal rispetto del corpo, del tempo e delle capacità individuali del cane.